Il mondo di Raoul

Un uomo
semplice dalle
idee innovative

Raoul Casadei, luglio 2016. © Piero Tampellini e Francesco Girardi

Il mondo di Raoul

Un uomo
semplice dalle
idee innovative

Raoul Casadei, luglio 2016. © Piero Tampellini e Francesco Girardi

Nato a Sant’Angelo di Gatteo a pochi chilometri dalla Riviera Romagnola, visse i suoi primi anni durante il periodo drammatico della Seconda Guerra Mondiale, nel bel mezzo della linea gotica. Questi anni difficili forgiarono il carattere di Raoul e gettarono le basi per il suo coraggio e la sua creatività. A 16 anni lo zio Secondo Casadei, l’iconico fondatore dell’Orchestra Casadei, gli regalò una chitarra e Raoul cominciò a sviluppare la sua passione per la musica, a strimpellare e comporre le sue prime canzoni, facendo tesoro di ogni nota.

Nato a Sant’Angelo di Gatteo a pochi chilometri dalla Riviera Romagnola, visse i suoi primi anni durante il periodo drammatico della Seconda Guerra Mondiale, nel bel mezzo della linea gotica. Questi anni difficili forgiarono il carattere di Raoul e gettarono le basi per il suo coraggio e la sua creatività. A 16 anni lo zio Secondo Casadei, l’iconico fondatore dell’Orchestra Casadei, gli regalò una chitarra e Raoul cominciò a sviluppare la sua passione per la musica, a strimpellare e comporre le sue prime canzoni, facendo tesoro di ogni nota.

“Sono nato a Ferragosto,
in piena estate,
con il sole in tasca”

“La mia vera passione è 
scrivere canzoni popolari, 
per la gente, sono canzoni 
in cui credo”

1949 — Raoul a 11 anni: Raoul Casadei in giacca e camicia, con la sua firma da bambino. Somiglia incredibilmente al nipote Manuel, a cui lo zio Mirko ha regalato una chitarra, proprio come fece Secondo con Raoul. Un passaggio di testimone che continua. Foto Archivio di Famiglia

“Sono nato a Ferragosto,
in piena estate,
con il sole in tasca”

1949 — Raoul a 11 anni: Raoul Casadei in giacca e camicia, con la sua firma da bambino. Somiglia incredibilmente al nipote Manuel, a cui lo zio Mirko ha regalato una chitarra, proprio come fece Secondo con Raoul. Un passaggio di testimone che continua. Foto Archivio di Famiglia

“La mia vera passione è 
scrivere canzoni popolari, 
per la gente, sono canzoni 
in cui credo”

Il Maestro di
scuola elementare

Il maestro di scuola elementare

Nel 1960, dopo il diploma all’istituto magistrale, Raoul si trasferì a Cagnano Varano, in Puglia, per lavorare come maestro. Con i suoi alunni instaurò un legame profondo, grazie a metodi didattici innovativi che combinavano l’approccio Montessori con lezioni all’aria aperta, accompagnate dal suono della chitarra e persino con nozioni di educazione sessuale, rompendo i canoni tradizionali dell’epoca.

Nel 1960, dopo il diploma all’istituto magistrale, Raoul si trasferì a Cagnano Varano, in Puglia, per lavorare come maestro. Con i suoi alunni instaurò un legame profondo, grazie a metodi didattici innovativi che combinavano l’approccio Montessori con lezioni all’aria aperta, accompagnate dal suono della chitarra e persino con nozioni di educazione sessuale, rompendo i canoni tradizionali dell’epoca.

“Più che un maestro,
per noi sei stato
un fratello maggiore”

Gli alunni classe 1959/60 di Cagnano Varano

Anni ’80Lezioni speciali: Raoul Casadei insegna ai bambini seduti sui banchi di scuola. Fra i bambini il figlio Mirko Casadei a circa 10 anni. Foto Lamberto Londi

“Più che un maestro,
per noi sei stato
un fratello maggiore”

Gli alunni classe 1959/60 di Cagnano Varano

Anni ’80Lezioni speciali: Raoul Casadei insegna ai bambini seduti sui banchi di scuola. Fra i bambini il figlio Mirko Casadei a circa 10 anni. Foto Lamberto Londi

“D’altra parte, la nostra musica ha un segreto, che poi è quello della nostra gente. Ha i piedi ben piantati a terra. E quando il vento soffia forte può sbattere e inclinarsi. Ma rimane sempre salda. E soprattutto sa ridere del vento.”

Dal libro ‘Bastava un grillo (per farci sognare)’ Raoul Casadei con Paolo Gambi
Piemme Edizioni 2013

“D’altra parte, la nostra musica ha un segreto, che poi è quello della nostra gente. Ha i piedi ben piantati a terra. E quando il vento soffia forte può sbattere e inclinarsi. Ma rimane sempre salda. E soprattutto sa ridere del vento.”

Dal libro ‘Bastava un grillo (per farci sognare)’ Raoul Casadei con Paolo Gambi
Piemme Edizioni 2013

Anni ’70 Orchestra Casadei in una foto in bianco e nero. Foto Archivio di Famiglia

L’amore, la Pina

L’amore, la Pina

Durante i suoi anni di insegnamento in Puglia, Raoul incontrò Pina, Maria Giuseppina Sirgiovanni, una giovane maestra napoletana, timida e riservata. La loro storia d’amore iniziò in una trattoria, quando il cane di Raoul si avvicinò a Pina, spaventandola a tal punto da farla salire sul tavolo. Da lì il loro rapporto fiorì e fu l’inizio di una vita insieme. Con il tempo, costruirono una famiglia forte e unita, creando un grande giardino chiamato Il Recinto, dove hanno vissuto con i figli e i nipoti in quattro case indipendenti ma strettamente legate.

Durante i suoi anni di insegnamento in Puglia, Raoul incontrò Pina, Maria Giuseppina Sirgiovanni, una giovane maestra napoletana, timida e riservata. La loro storia d’amore iniziò in una trattoria, quando il cane di Raoul si avvicinò a Pina, spaventandola a tal punto da farla salire sul tavolo. Da lì il loro rapporto fiorì e fu l’inizio di una vita insieme. Con il tempo, costruirono una famiglia forte e unita, creando un grande giardino chiamato Il Recinto, dove hanno vissuto con i figli e i nipoti in quattro case indipendenti ma strettamente legate.

“Ho cercato di seguire la famiglia e di stare il più possibile insieme ai miei figli. Durante le tournée se potevo rientravo sempre. Pranzavo insieme a loro e poi ripartivo.”

Durante il boom del liscio negli anni ’70, l’orchestra di Raoul Casadei raggiunse punte di 370 concerti all’anno, con esibizioni domenicali doppie, il pomeriggio e la sera.

“Ho cercato di seguire la famiglia e di stare il più possibile insieme ai miei figli. Durante le tournée se potevo rientravo sempre. Pranzavo insieme a loro e poi ripartivo.”

Durante il boom del liscio negli anni ’70, l’orchestra di Raoul Casadei raggiunse punte di 370 concerti all’anno, con esibizioni domenicali doppie, il pomeriggio e la sera.

Anni ’70Jogging al mare: Raoul Casadei e la moglie Pina sorridono durante una corsa in spiaggia a Cesenatico, in un day off dell’impegnativo tour dell’Orchestra Casadei. Foto Archivio di Famiglia

Anni ’70Jogging al mare: Raoul Casadei e la moglie Pina sorridono durante una corsa in spiaggia a Cesenatico, in un day off dell’impegnativo tour dell’Orchestra Casadei. Foto Archivio di Famiglia

Anni ’70Serenata in salotto: Raoul Casadei suona una serenata con la chitarra alla moglie Pina sul divano di casa. Foto Archivio di Famiglia

“Ciao, ciao, ciao, ciao mare! Anche se c’è tanto freddo io ti vengo a salutare.”

“Ciao, ciao, ciao, ciao mare! Anche se c’è tanto freddo io ti vengo a salutare.”

Secondo & 
Raoul Casadei

Secondo &
Raoul Casadei

Nel 1971 la morte di Secondo Casadei segnò una svolta nella vita di Raoul. Fino a quel momento aveva seguito solo saltuariamente l’Orchestra, ma aveva già composto e inciso per la stessa le ‘Canzoni Cartolina’, dedicate alle città della Riviera e in pieno boom industriale, aveva promosso insieme allo zio il concetto del Diritto al tempo libero per le classi operaie e contadine. A 33 anni, già sposato e padre, lasciò l’insegnamento dopo 17 anni, a un solo anno dalla pensione, per raccogliere l’eredità musicale dell’Orchestra Casadei. La mattina successiva alla morte dello zio, uscendo di casa, trovò molte persone ad attenderlo, venute a dirgli che doveva essere lui a portare avanti la storia dell’Orchestra.

Nel 1971 la morte di Secondo Casadei segnò una svolta nella vita di Raoul. Fino a quel momento aveva seguito solo saltuariamente l’Orchestra, ma aveva già composto e inciso per la stessa le ‘Canzoni Cartolina’, dedicate alle città della Riviera e in pieno boom industriale, aveva promosso insieme allo zio il concetto del Diritto al tempo libero per le classi operaie e contadine. A 33 anni, già sposato e padre, lasciò l’insegnamento dopo 17 anni, a un solo anno dalla pensione, per raccogliere l’eredità musicale dell’Orchestra Casadei. La mattina successiva alla morte dello zio, uscendo di casa, trovò molte persone ad attenderlo, venute a dirgli che doveva essere lui a portare avanti la storia dell’Orchestra.

Anni ’60 — Raoul e Secondo Casadei sul palco suonano durante un concerto. Foto Archivio di Famiglia

“Da grande avevo una grande passione per la bicicletta: avevo una bellissima volata, ero un velocista”

Dal libro ‘Bastava un grillo (per farci sognare)’ Raoul Casadei con Paolo Gambi
Piemme Edizioni 2013

“Da grande avevo una grande passione per la bicicletta: avevo una bellissima volata, ero un velocista”

Dal libro ‘Bastava un grillo (per farci sognare)’ Raoul Casadei con Paolo Gambi
Piemme Edizioni 2013

Anni ’40 — Il sole nel taschino: Raoul Casadei, tredicenne, in bicicletta tra le campagne di Sant’Angelo di Gatteo, dove nacque il giorno di Ferragosto. Un destino luminoso per colui che avrebbe inventato la Musica Solare. Foto Archivio di Famiglia

Anni ’40 — Il sole nel taschino: Raoul Casadei, tredicenne, in bicicletta tra le campagne di Sant’Angelo di Gatteo, dove nacque il giorno di Ferragosto. Un destino luminoso per colui che avrebbe inventato la Musica Solare. Foto Archivio di Famiglia

Un successo

dalla forza popolare

Un successo dalla forza popolare

Da un’indagine ABACUS degli anni ’90, Raoul risultava più noto dell’allora presidente della Repubblica. La sua popolarità era indiscussa: oltre il 90% degli italiani lo conosceva, con percentuali impressionanti nelle diverse fasce d’età: 93,5% tra i 35 e i 54 anni, 83% tra i 14 e i 24 anni, 90,4% tra i25 e i 34 anni, e 91,8% tra gli over 55.

Raoul fu un innovatore che riuscì a combinare musica e intrattenimento, tradizione ed evoluzione. Durante i concerti, raccontava sempre le storie della sua terra, accendendo la passione del pubblico e la loro connessione con la Romagna. Creò insieme allo zio la prima Cooperativa musicale, dove tutti musicisti dell’Orchestra erano alla pari: mutualità, solidarietà e democrazia. Anche l’ultimo arrivato nell’orchestra, indipendentemente da età o esperienza, percepiva lo stesso stipendio degli altri musicisti e di Casadei stesso. Per le trasferte dei concerti fece costruire un pullman con tutte le comodità. I giornalisti, dopo averlo visto, lo definirono “La Reggia viaggiante ”.

Da un’indagine ABACUS degli anni ’90, Raoul risultava più noto dell’allora presidente della Repubblica. La sua popolarità era indiscussa: oltre il 90% degli italiani lo conosceva, con percentuali impressionanti nelle diverse fasce d’età: 93,5% tra i 35 e i 54 anni, 83% tra i 14 e i 24 anni, 90,4% tra i25 e i 34 anni, e 91,8% tra gli over 55.

Raoul fu un innovatore che riuscì a combinare musica e intrattenimento, tradizione ed evoluzione. Durante i concerti, raccontava sempre le storie della sua terra, accendendo la passione del pubblico e la loro connessione con la Romagna. Creò insieme allo zio la prima Cooperativa musicale, dove tutti musicisti dell’Orchestra erano alla pari: mutualità, solidarietà e democrazia. Anche l’ultimo arrivato nell’orchestra, indipendentemente da età o esperienza, percepiva lo stesso stipendio degli altri musicisti e di Casadei stesso. Per le trasferte dei concerti fece costruire un pullman con tutte le comodità. I giornalisti, dopo averlo visto, lo definirono “La Reggia viaggiante ”.

Negli anni ’70 Raoul fu l’artefice del boom del Liscio. Grazie alle sue canzoni dalla musica spontanea tutti tornarono a sentirsi liberi di scendere in pista e di ballare. Grazie alla sua popolarità contribuì in maniera decisiva al lancio del turismo sulla Riviera Romagnola. La Ca’ del Liscio, il locale all’epoca più grande d’Italia, fu una delle sue realizzazioni più iconiche. Negli anni ’80, con la sua musica solare e gioiosa, continuò a evolvere e innovare, mantenendo sempre il contatto con il suo pubblico, fino a lasciare il posto al figlio Mirko, che continua tuttora la tradizione Casadei.

Negli anni ’70 Raoul fu l’artefice del boom del Liscio. Grazie alle sue canzoni dalla musica spontanea tutti tornarono a sentirsi liberi di scendere in pista e di ballare. Grazie alla sua popolarità contribuì in maniera decisiva al lancio del turismo sulla Riviera Romagnola. La Ca’ del Liscio, il locale all’epoca più grande d’Italia, fu una delle sue realizzazioni più iconiche. Negli anni ’80, con la sua musica solare e gioiosa, continuò a evolvere e innovare, mantenendo sempre il contatto con il suo pubblico, fino a lasciare il posto al figlio Mirko, che continua tuttora la tradizione Casadei.

Anni ’70 – Raoul Casadei sul palcoscenico con la sua mitica chitarra Gibson 335. Foto Archivio di Famiglia

Difficile immaginarlo

senza…

Difficile immaginarlo
senza…

È difficile immaginare Raoul senza la sua inseparabile pipa. Era solito mostrare con orgoglio la sua collezione di pezzi unici realizzati appositamente per lui, ma ogni visita iniziava con un consiglio sincero: “Non fumate, non fa bene”. A casa, la fumata era un rituale dolce e profumato, da consumare nei suoi angoli preferiti, in salotto o nel giardino. Fuori, la pipa era la sua compagna silenziosa: il più delle volte rimaneva spenta, ma accompagnava immancabilmente i suoi gesti sempre affabili e genuini.

È difficile immaginare Raoul senza la sua inseparabile pipa. Era solito mostrare con orgoglio la sua collezione di pezzi unici realizzati appositamente per lui, ma ogni visita iniziava con un consiglio sincero: “Non fumate, non fa bene”. A casa, la fumata era un rituale dolce e profumato, da consumare nei suoi angoli preferiti, in salotto o nel giardino. Fuori, la pipa era la sua compagna silenziosa: il più delle volte rimaneva spenta, ma accompagnava immancabilmente i suoi gesti sempre affabili e genuini.

2016 – Raoul Casadei, a piedi scalzi e con la sua pipa in mano, contempla il mare di Cesenatico seduto accanto a una cabina bianca e blu, nella sua amata Romagna.
Foto Piero Tampellini e Francesco Girardi

Raoul Casadei lascia un’eredità musicale e umana ineguagliabile, sempre fedele alla sua terra, alla sua famiglia e alla sua visione di una vita vissuta insieme, con gioia e passione.

Raoul Casadei lascia un’eredità musicale e umana ineguagliabile, sempre fedele alla sua terra, alla sua famiglia e alla sua visione di una vita vissuta insieme, con gioia e passione.