La famiglia

50 anni
di musica
e di famiglia

La famiglia

50 anni
di musica
e di famiglia

Anni ‘70 – Raoul Casadei con la moglie Pina e i figli Carolina, Mirna e Mirko sul divano di casa. Foto Archivio di Famiglia

Anni ‘70 – Raoul Casadei con la moglie Pina e i figli Carolina, Mirna e Mirko sul divano di casa. Foto Archivio di Famiglia

Nel gennaio del 1963, Raoul Casadei sposò Pina Sirgiovanni e insieme ebbero tre figli: Carolina, Mirna e Mirko. Per Raoul e Pina la famiglia doveva incarnare i valori di condivisione e libera espressione, una visione di libertà e unione che ha sempre rappresentato la vera forza della famiglia Casadei, apprezzata non solo per la sua musica, ma anche per l’autenticità e il calore umano che trasmette.

Nel gennaio del 1963, Raoul Casadei sposò Pina Sirgiovanni e insieme ebbero tre figli: Carolina, Mirna e Mirko. Per Raoul e Pina la famiglia doveva incarnare i valori di condivisione e libera espressione, una visione di libertà e unione che ha sempre rappresentato la vera forza della famiglia Casadei, apprezzata non solo per la sua musica, ma anche per l’autenticità e il calore umano che trasmette.

“La nostra non è un famiglia patriarcale, questa è una famiglia libera, ognuno fa quello che vuole. Tutta storia e tutta tradizione.”

“La Famiglia è una fortezza… il tuo porto sicuro”
Canzone La Famiglia

1977 – Raoul Casadei con la sua pipa in bocca scherza col figlio Mirko di appena 6 anni. Foto Archivio di Famiglia

“La nostra non è un famiglia patriarcale, questa è una famiglia libera, ognuno fa quello che vuole. Tutta storia e tutta tradizione.”

“La Famiglia è una fortezza… il tuo porto sicuro”
Canzone La Famiglia

1977 – Raoul Casadei con la sua pipa in bocca scherza col figlio Mirko di appena 6 anni. Foto Archivio di Famiglia

Il ‘Recinto’

di casa Casadei

Il ‘Recinto’
di casa Casadei

Il progetto del “Recinto”, come lo chiamava simpaticamente Raoul, nacque dal desiderio di Raoul e Pina Casadei di poter riunire i figli in un unico spazio familiare con uno stile di vita emancipato.

Un’oasi di verde al centro del paese e vicino al mare, questa casa è per tutta l’Italia simbolo di aggregazione e ospitalità e incarna perfettamente il manifesto della gente di Romagna: l’accoglienza davanti ad un bicchiere di vino e un sorriso per tutti.

Il progetto del “Recinto”, come lo chiamava simpaticamente Raoul, nacque dal desiderio di Raoul e Pina Casadei di poter riunire i figli in un unico spazio familiare con uno stile di vita emancipato.

Un’oasi di verde al centro del paese e vicino al mare, questa casa è per tutta l’Italia simbolo di aggregazione e ospitalità e incarna perfettamente il manifesto della gente di Romagna: l’accoglienza davanti ad un bicchiere di vino e un sorriso per tutti.

“Poi finalmente arrivavo davanti alla porta del mio Recinto, fra Gatteo Mare e Cesenatico… 
C’era una grande pace.
 E c’era caldo, un caldo morbido e famigliare che partiva dalla brace che brillava nel camino e avvolgeva ogni cosa, compreso il mio cuore: vale la pena partire solo per tornare”.

dal libro ‘Bastava un grillo (per farci sognare)’
Raoul Casadei con Paolo Gambi Piemme
Edizioni 2013

Anni ’80 — Foto di famiglia: Raoul Casadei con la moglie Pina, i figli Carolina, Mirna e Mirko, e la mamma Adele Calandrini, affettuosamente chiamata nonna Delina. Foto Archivio di Famiglia

“Poi finalmente arrivavo davanti alla porta del mio Recinto, fra Gatteo Mare e Cesenatico… 
C’era una grande pace.
 E c’era caldo, un caldo morbido e famigliare che partiva dalla brace che brillava nel camino e avvolgeva ogni cosa, compreso il mio cuore: vale la pena partire solo per tornare”.

dal libro ‘Bastava un grillo (per farci sognare)’
Raoul Casadei con Paolo Gambi Piemme
Edizioni 2013

Anni ’80 — Foto di famiglia: Raoul Casadei con la moglie Pina, i figli Carolina, Mirna e Mirko, e la mamma Adele Calandrini, affettuosamente chiamata nonna Delina. Foto Archivio di Famiglia

Il cuore della condivisione

Il cuore della condivisione

 

Con il suo spirito costantemente rivolto a nuovi progetti, il Recinto è stato uno dei sogni più grandi di Raoul: un luogo dove far vivere ideali di condivisione e amore per le cose semplici, un riflesso della sua musica. Il sogno si realizzò: al centro del cortile nacque per prima la casa di Raoul e Pina, aperta a tutti e con la tavola sempre apparecchiata, pronta ad accogliere figli e amici a qualunque ora. Attorno ad essa, le case dei tre figli con le loro famiglie, la loro autonomia e privacy. Raoul e Pina erano riusciti a creare una comunità familiare coesa priva di barriere fisiche, guidata da un clima di festa e apertura.

Il Recinto divenne un rosa microcosmo di natura e tradizione, dove l’orto biologico, gli alberi da frutto, le galline, rappresentavano il cuore pulsante, simboli di una vita semplice e autentica. Un luogo di riti collettivi come la preparazione di marmellate e torte, la raccolta dei limoni, le grigliate in giardino o punto di partenza per passeggiate in bicicletta tra campagne e colline, camminate sulla spiaggia o nuotate.

Con il suo spirito costantemente rivolto a nuovi progetti, il Recinto è stato uno dei sogni più grandi di Raoul: un luogo dove far vivere ideali di condivisione e amore per le cose semplici, un riflesso della sua musica. Il sogno si realizzò: al centro del cortile nacque per prima la casa di Raoul e Pina, aperta a tutti e con la tavola sempre apparecchiata, pronta ad accogliere figli e amici a qualunque ora. Attorno ad essa, le case dei tre figli con le loro famiglie, la loro autonomia e privacy. Raoul e Pina erano riusciti a creare una comunità familiare coesa priva di barriere fisiche, guidata da un clima di festa e apertura.

Il Recinto divenne un rosa microcosmo di natura e tradizione, dove l’orto biologico, gli alberi da frutto, le galline, rappresentavano il cuore pulsante, simboli di una vita semplice e autentica. Un luogo di riti collettivi come la preparazione di marmellate e torte, la raccolta dei limoni, le grigliate in giardino o punto di partenza per passeggiate in bicicletta tra campagne e colline, camminate sulla spiaggia o nuotate.

Organizzazione Casadei

Organizzazione Casadei

Alla fine degli anni ’70, Raoul e Pina decisero di fondare una propria etichetta ed edizione musicale. Con il tempo e senza forzature, riuscirono a coinvolgere i figli, integrandoli ciascuno nei ruoli che meglio riflettessero le loro inclinazioni.

‘Una specie di organizzazione all’americana’ – come amava definirla Raoul – ‘pur rimanendo genuina e artigianale’. Nell’ufficio di casa, riuscirono a gestire la produzione musicale e a curare i contatti con le orchestre di tutta Italia che suonavano le canzoni di Casadei che, nel periodo di massimo splendore, erano più di 8.000.

Alla fine degli anni ’70, Raoul e Pina decisero di fondare una propria etichetta ed edizione musicale. Con il tempo e senza forzature, riuscirono a coinvolgere i figli, integrandoli ciascuno nei ruoli che meglio riflettessero le loro inclinazioni.

‘Una specie di organizzazione all’americana’ – come amava definirla Raoul – ‘pur rimanendo genuina e artigianale’. Nell’ufficio di casa, riuscirono a gestire la produzione musicale e a curare i contatti con le orchestre di tutta Italia che suonavano le canzoni di Casadei che, nel periodo di massimo splendore, erano più di 8.000.

La forza della famiglia

La forza della famiglia

Carolina, la figlia più grande, dopo gli studi linguistici, decide di intraprendere il suo viaggio nell’impresa familiare sull’iconica showboat La Nave del Sole come animatrice e inizia a cimentarsi nel settore della discografia, finché diventa responsabile della comunicazione e marketing e infine manager dell’Orchestra Casadei, ruolo che la impegnerà per circa 30 anni.

Mirna, la seconda figlia, si dedicherà alla parte artistica del mondo Casadei, curando l’immagine di Raoul e il look dell’intera Orchestra, seguendo la realizzazione di videoclip e servizi fotografici e lo sviluppo delle idee per gli spettacoli.

Mirko il più giovane dei figli prenderà in mano l’organizzazione tecnica e strutturale del tour nazionale dell’Orchestra Casadei, fino a decidere nel 2000 di dirigerla direttamente e artisticamente, conquistando il suo posto al centro del palcoscenico.

Carolina, la figlia più grande, dopo gli studi linguistici, decide di intraprendere il suo viaggio nell’impresa familiare sull’iconica showboat La Nave del Sole come animatrice e inizia a cimentarsi nel settore della discografia, finché diventa responsabile della comunicazione e marketing e infine manager dell’Orchestra Casadei, ruolo che la impegnerà per circa 30 anni.

Mirna, la seconda figlia, si dedicherà alla parte artistica del mondo Casadei, curando l’immagine di Raoul e il look dell’intera Orchestra, seguendo la realizzazione di videoclip e servizi fotografici e lo sviluppo delle idee per gli spettacoli.

Mirko il più giovane dei figli prenderà in mano l’organizzazione tecnica e strutturale del tour nazionale dell’Orchestra Casadei, fino a decidere nel 2000 di dirigerla direttamente e artisticamente, conquistando il suo posto al centro del palcoscenico.

“Le mie canzoni nascono dall’amore per la casa e per la famiglia.”

“Le mie canzoni nascono dall’amore per la casa e per la famiglia.”

Un uomo in armonia con la natura

Un uomo in armonia con la natura

Raoul Casadei ha sempre coltivato un legame profondo non solo con la sua gente ma anche con la sua terra.
Si dedicava personalmente all’orto e agli alberi da frutto della sua tenuta, annaffiandoli ogni mattina, coltivandoli con cura e senza veleni. Considerava questa passione direttamente connessa al suo amore per la casa e per la famiglia. La sua mente creativa non si fermava solo al campo della musica. Per rendere il lavoro in serra meno faticoso, aveva ideato soluzioni pratiche come colture rampicanti e tavoli rialzati per lavorare con più comodità. Per il suo pollaio utilizzava tecniche ingegnose, come un terreno drenante fatto di conchiglie e un’illuminazione calda per simulare l’estate durante i mesi invernali. Non mancavano le escursioni in campagna, sempre in compagnia del suo inseparabile cane Folk e naturalmente le lunghe passeggiate quotidiane sulla spiaggia, che chiamava affettuosamente “le mie Maldive”, che tanto avevano contribuito all’ispirazione di testi e di musiche diventati successi del repertorio dell’Orchestra Casadei.

Raoul Casadei ha sempre coltivato un legame profondo non solo con la sua gente ma anche con la sua terra.
Si dedicava personalmente all’orto e agli alberi da frutto della sua tenuta, annaffiandoli ogni mattina, coltivandoli con cura e senza veleni. Considerava questa passione direttamente connessa al suo amore per la casa e per la famiglia. La sua mente creativa non si fermava solo al campo della musica. Per rendere il lavoro in serra meno faticoso, aveva ideato soluzioni pratiche come colture rampicanti e tavoli rialzati per lavorare con più comodità. Per il suo pollaio utilizzava tecniche ingegnose, come un terreno drenante fatto di conchiglie e un’illuminazione calda per simulare l’estate durante i mesi invernali. Non mancavano le escursioni in campagna, sempre in compagnia del suo inseparabile cane Folk e naturalmente le lunghe passeggiate quotidiane sulla spiaggia, che chiamava affettuosamente “le mie Maldive”, che tanto avevano contribuito all’ispirazione di testi e di musiche diventati successi del repertorio dell’Orchestra Casadei.

‘Io sono molto felice di vivere in Romagna vicino al mare. Questo mare mi ha ispirato molte canzoni, questo mare ha fatto nascere gente sincera, spontanea, amante delle tradizioni.’

‘Io sono molto felice di vivere in Romagna vicino al mare. Questo mare mi ha ispirato molte canzoni, questo mare ha fatto nascere gente sincera, spontanea, amante delle tradizioni.’