La musica
La forza di un
successo
popolare
La musica
La forza di un
successo
popolare

Anni ’70 — Tutti per “Giramondo”: L’Orchestra Casadei seduta a terra mentre Raoul e la cantante Rita reggono lo striscione con il titolo della canzone “Giramondo”, appena lanciata. Foto Archivio di Famiglia
Anni ’70 — Tutti per “Giramondo”: L’Orchestra Casadei seduta a terra mentre Raoul e la cantante Rita reggono lo striscione con il titolo della canzone “Giramondo”, appena lanciata. Foto Archivio di Famiglia
Raoul Casadei ha segnato la storia della musica popolare italiana, in particolare del genere Liscio. Negli anni ’50, ancora giovanissimo, iniziò a suonare nell’Orchestra dello zio Secondo Casadei, portando note e allegria a un popolo che voleva uscire dalle ombre della guerra, desideroso di ripartire. Fu proprio lo zio a regalargli una chitarra che tracciò il suo cammino verso un futuro leggendario: quello di Re del Liscio.
Raoul Casadei ha segnato la storia della musica popolare italiana, in particolare del genere Liscio. Negli anni ’50, ancora giovanissimo, iniziò a suonare nell’Orchestra dello zio Secondo Casadei, portando note e allegria a un popolo che voleva uscire dalle ombre della guerra, desideroso di ripartire. Fu proprio lo zio a regalargli una chitarra che tracciò il suo cammino verso un futuro leggendario: quello di Re del Liscio.
“Nella vita avrei dovuto fare i conti con due cose che sentivo profondamente dentro di me: il mare e la musica.”
Dal libro ‘Bastava un grillo (per farci sognare)’
Raoul Casadei con Paolo Gambi
Piemme Edizioni 2013

1975 — In posa davanti a Le Cupole: L’Orchestra Casadei in divisa bianca posa davanti alla discoteca Le Cupole di Castelbolognese. Raoul, Rita Baldoni e Mauro Ferrara spiccano in rosso. In attesa della vera Ca’ del Liscio, Raoul trasformò questo locale in una sorta di “temporary discoteca” per sperimentare il suo format. Foto Archivio di Famiglia
“Nella vita avrei dovuto fare i conti con due cose che sentivo profondamente dentro di me: il mare e la musica.”
Dal libro ‘Bastava un grillo (per farci sognare)’
Raoul Casadei con Paolo Gambi
Piemme Edizioni 2013

1975 — In posa davanti a Le Cupole: L’Orchestra Casadei in divisa bianca posa davanti alla discoteca Le Cupole di Castelbolognese. Raoul, Rita Baldoni e Mauro Ferrara spiccano in rosso. In attesa della vera Ca’ del Liscio, Raoul trasformò questo locale in una sorta di “temporary discoteca” per sperimentare il suo format. Foto Archivio di Famiglia
Un’evoluzione
nel solco
della tradizione
Un’evoluzione
nel solco
della tradizione

Nel 1958 Raoul Casadei fece il suo debutto ufficiale nell’Orchestra a Bussecchio in provincia di Forlì e l’anno successivo scrisse la sua prima canzone per l’Orchestra, intitolata San Marino Goodbye. Questo brano faceva parte delle celebri ‘Canzoni Cartolina’, dedicate alle località turistiche della Riviera Romagnola: T’aspetto a Cesenatico, Ritorna a Rimini, Milano Marittima, Cattolica spiaggia d’argento e così via. Queste canzoni diventarono colonna sonora delle vacanze degli italiani e contribuirono significativamente al nuovo successo dell’Orchestra, riuscendo a parlare anche alle nuove generazioni.

Nel 1958 Raoul Casadei fece il suo debutto ufficiale nell’Orchestra a Bussecchio in provincia di Forlì e l’anno successivo scrisse la sua prima canzone per l’Orchestra, intitolata San Marino Goodbye. Questo brano faceva parte delle celebri ‘Canzoni Cartolina’, dedicate alle località turistiche della Riviera Romagnola: T’aspetto a Cesenatico, Ritorna a Rimini, Milano Marittima, Cattolica spiaggia d’argento e così via. Queste canzoni diventarono colonna sonora delle vacanze degli italiani e contribuirono significativamente al nuovo successo dell’Orchestra, riuscendo a parlare anche alle nuove generazioni.
“La vita con l’orchestra ti assorbe, non ti lascia scampo”
Dal libro ‘Bastava un grillo (per farci sognare)’
Raoul Casadei con Paolo Gambi
Piemme Edizioni 2013
Erano gli anni del Boom economico italiano, della Polaroid, della FIAT 600 e delle prime radioline portatili a transistor. I nuovi fenomeni sociali si riflettevano inevitabilmente anche nella musica. È l’epoca in cui i media esplodono e la musica popolare si sposta dai teatri e dalle piazze alla radio e ai juke-box, raggiungendo un pubblico sempre più vasto.
In quegli anni ’Alto Gradimento’, la seguitissima trasmissione radiofonica di Renzo Arbore e Gianni Boncompagni, testimonia il successo dei Casadei citando una strofa di Io cerco la morosa. Sono anche gli anni delle prime apparizioni televisive: nel programma ’A tu per tu’ di Giorgio Vecchietti, Raoul racconta il suo mondo musicale in una trasmissione dedicata ai volti di un’Italia ancora poco conosciuta.
Nel 1967 l’Orchestra divenne ’Secondo e Raoul Casadei’ e insieme continuarono a produrre canzoni e valzer che entrarono nel cuore della gente. La carriera solista di Raoul esploderà realmente negli anni ’70 quando, alla morte dello zio, prenderà le redini dell’Orchestra, iniziando a sviluppare il suo inconfondibile stile musicale.
“La vita con l’orchestra ti assorbe, non ti lascia scampo”
Dal libro ‘Bastava un grillo (per farci sognare)’
Raoul Casadei con Paolo Gambi
Piemme Edizioni 2013
Erano gli anni del Boom economico italiano, della Polaroid, della FIAT 600 e delle prime radioline portatili a transistor. I nuovi fenomeni sociali si riflettevano inevitabilmente anche nella musica. È l’epoca in cui i media esplodono e la musica popolare si sposta dai teatri e dalle piazze alla radio e ai juke-box, raggiungendo un pubblico sempre più vasto.
In quegli anni ’Alto Gradimento’, la seguitissima trasmissione radiofonica di Renzo Arbore e Gianni Boncompagni, testimonia il successo dei Casadei citando una strofa di Io cerco la morosa. Sono anche gli anni delle prime apparizioni televisive: nel programma ’A tu per tu’ di Giorgio Vecchietti, Raoul racconta il suo mondo musicale in una trasmissione dedicata ai volti di un’Italia ancora poco conosciuta.
Nel 1967 l’Orchestra divenne ’Secondo e Raoul Casadei’ e insieme continuarono a produrre canzoni e valzer che entrarono nel cuore della gente. La carriera solista di Raoul esploderà realmente negli anni ’70 quando, alla morte dello zio, prenderà le redini dell’Orchestra, iniziando a sviluppare il suo inconfondibile stile musicale.
“Mentre anche in Italia era sbarcata la Disco Music e nei locali impazzavano ragazzi con le zeppe alte così, i calzoni a zampa d’elefante e i luccichini, io affondai i piedi nella mia terra”
“Mentre anche in Italia era sbarcata la Disco Music e nei locali impazzavano ragazzi con le zeppe alte così, i calzoni a zampa d’elefante e i luccichini, io affondai i piedi nella mia terra”

Anni ’70 — L’Orchestra Casadei posa per la promozione della canzone “Giramondo”, appena lanciata. Foto Archivio di Famiglia
Il miracolo musicale
Il miracolo nusicale
Il liscio Romagnolo viaggiava, si muoveva, percorreva tutte le strade del Belpaese
Dal libro ‘Bastava un grillo (per farci sognare)’
Raoul Casadei con Paolo Gambi
Piemme Edizioni 2013
Sono gli anni ’70, l’Italia del miracolo economico. Raoul Casadei, in un periodo dove le campagne si spopolavano a favore delle città con le fabbriche, riesce a trasformare il liscio da musica rurale a fenomeno urbano e nazionale, preservandone le radici italiane. Nel 1970 arriva la prima partecipazione al Festivalbar, fuori gara, ma è solo l’inizio.
Nel 1973 torna al Festivalbar con la
canzone Ciao Mare arrivando al 3° posto nella famosa gara di gradimento musicale popolare e segna la sua consacrazione. Nell’Italia del boom della televisione a colori e del turismo di massa, Ciao Mare diventa un inno estivo, un successo straordinario, vendendo oltre 500.000 copie in vinile formato 33 giri. Le sue canzoni catturavano perfettamente il clima di spensieratezza dell’epoca, celebrando la vita balneare e le tradizioni italiane, consolidando Raoul come il simbolo di un’Italia in festa e lanciando il turismo verso le spiagge romagnole.
Il liscio Romagnolo viaggiava, si muoveva, percorreva tutte le strade del Belpaese
Dal libro ‘Bastava un grillo (per farci sognare)’
Raoul Casadei con Paolo Gambi
Piemme Edizioni 2013
Sono gli anni ’70, l’Italia del miracolo economico. Raoul Casadei, in un periodo dove le campagne si spopolavano a favore delle città con le fabbriche, riesce a trasformare il liscio da musica rurale a fenomeno urbano e nazionale, preservandone le radici italiane. Nel 1970 arriva la prima partecipazione al Festivalbar, fuori gara, ma è solo l’inizio.
Nel 1973 torna al Festivalbar con la canzone Ciao Mare arrivando al 3° posto nella famosa gara di gradimento musicale popolare e segna la sua consacrazione. Nell’Italia del boom della televisione a colori e del turismo di massa, Ciao Mare diventa un inno estivo, un successo straordinario, vendendo oltre 500.000 copie in vinile formato 33 giri. Le sue canzoni catturavano perfettamente il clima di spensieratezza dell’epoca, celebrando la vita balneare e le tradizioni italiane, consolidando Raoul come il simbolo di un’Italia in festa e lanciando il turismo verso le spiagge romagnole.

1974 — Orchestra Casadei al Festivalbar Durante le prove del XII Festivalbar, l’Orchestra Casadei posa sui gradoni dell’Arena di Verona. Un momento storico in uno dei templi della musica italiana. Foto Archivio di Famiglia

1974 — Orchestra Casadei al Festivalbar Durante le prove del XII Festivalbar, l’Orchestra Casadei posa sui gradoni dell’Arena di Verona. Un momento storico in uno dei templi della musica italiana. Foto Archivio di Famiglia
Raoul Casadei consolida la sua popolarità al punto da partecipare nel 1974, al Festival di Sanremo con la canzone La Canta. Anche se il brano non arriverà in finale, l’artista continua a distinguersi in altre manifestazioni prestigiose e nel 1975, approda alla finale di ’Un disco per l’estate’, sulla scia di canzoni indimenticabili come Simpatia, La Mazurka di Periferia e Romagna e Sangiovese e naturalmente Romagna Mia.
Raoul Casadei consolida la sua popolarità al punto da partecipare nel 1974, al Festival di Sanremo con la canzone La Canta. Anche se il brano non arriverà in finale, l’artista continua a distinguersi in altre manifestazioni prestigiose e nel 1975, approda alla finale di ’Un disco per l’estate’, sulla scia di canzoni indimenticabili come Simpatia, La Mazurka di Periferia e Romagna e Sangiovese e naturalmente Romagna Mia.
Un’evoluzione
nel solco
della tradizione
Quando il liscio divenne Re
Con l’avvento della disco music, tra luci stroboscopiche e sonorità elettroniche, Raoul Casadei decide di restare fedele alle sue radici musicali e diventa così il protagonista assoluto dell’epoca della “Febbre del Liscio”. Sorgono centinaia di balere, soprattutto nel Nord Italia: è un vero e proprio boom dei locali da ballo che creano migliaia di posti di lavoro, diventando veri templi della tradizione popolare dove si balla tutte le sere della settimana. Il successo di Casadei prosegue senza sosta, tanto da accompagnare l’arrivo delle tappe del Giro d’Italia del 1976 su una spettacolare Nave su Ruote da dove la sua Orchestra suonava mentre la gente richiedeva le canzoni e ballava sui balconi di casa.
Con l’avvento della disco music, tra luci stroboscopiche e sonorità elettroniche, Raoul Casadei decide di restare fedele alle sue radici musicali e diventa così il protagonista assoluto dell’epoca della “Febbre del Liscio”. Sorgono centinaia di balere, soprattutto nel Nord Italia: è un vero e proprio boom dei locali da ballo che creano migliaia di posti di lavoro, diventando veri templi della tradizione popolare dove si balla tutte le sere della settimana. Il successo di Casadei prosegue senza sosta, tanto da accompagnare l’arrivo delle tappe del Giro d’Italia del 1976 su una spettacolare Nave su Ruote da dove la sua Orchestra suonava mentre la gente richiedeva le canzoni e ballava sui balconi di casa.
Nel 1977 Raoul Casadei realizza un suo grande sogno: la costruzione della Ca’ del Liscio, un vero e proprio tempio della musica popolare. Con una superficie di 3.000 mq, 500 tavoli, 5.000 posti a sedere, 20 uffici e una capienza di 8.000 persone, questa immensa balera alle porte di Ravenna diventa la cattedrale del Liscio e Raoul il suo Re. L’Orchestra in quel periodo arriverà ad esibirsi fino a 380 volte all’anno, con concerti doppi nei fine settimana, pomeriggio e sera, dimostrando una vitalità e un riconoscimento straordinari.
Nel 1977 Raoul Casadei realizza un suo grande sogno: la costruzione della Ca’ del Liscio, un vero e proprio tempio della musica popolare. Con una superficie di 3.000 mq, 500 tavoli, 5.000 posti a sedere, 20 uffici e una capienza di 8.000 persone, questa immensa balera alle porte di Ravenna diventa la cattedrale del Liscio e Raoul il suo Re. L’Orchestra in quel periodo arriverà ad esibirsi fino a 380 volte all’anno, con concerti doppi nei fine settimana, pomeriggio e sera, dimostrando una vitalità e un riconoscimento straordinari.
La Musica Solare
La Musica Solare
Negli anni ’80 Casadei mantiene saldo il suo pubblico, evolvendo il Liscio in un’alternativa popolare e intergenerazionale. I suoni del clarinetto in Do cedono il passo alle chitarre mediterranee e al sintetizzatore Moog, dando inizio all’era della Musica Solare. Nell’Italia di “Drive In”, delle spalline oversize e dei Dj, il Liscio si afferma come forma di intrattenimento per tutta la famiglia. È l’epoca dei grandi spettacoli televisivi e tra le iniziative simbolo di questo periodo spicca la Nave del Sole, una discoteca galleggiante, pensata per portare sulla Riviera tutta l’energia della tradizione romagnola. Con melodie che parlano di divertimento e valori genuini, Casadei continua a parlare al cuore del popolo.
Negli anni ’80 Casadei mantiene saldo il suo pubblico, evolvendo il Liscio in un’alternativa popolare e intergenerazionale. I suoni del clarinetto in Do cedono il passo alle chitarre mediterranee e al sintetizzatore Moog, dando inizio all’era della Musica Solare. Nell’Italia di “Drive In”, delle spalline oversize e dei Dj, il Liscio si afferma come forma di intrattenimento per tutta la famiglia. È l’epoca dei grandi spettacoli televisivi e tra le iniziative simbolo di questo periodo spicca la Nave del Sole, una discoteca galleggiante, pensata per portare sulla Riviera tutta l’energia della tradizione romagnola. Con melodie che parlano di divertimento e valori genuini, Casadei continua a parlare al cuore del popolo.
Verso il futuro
Verso il futuro
Negli anni ’90 l’Italia vive i primi effetti della globalizzazione e l’omologazione culturale. Raoul Casadei con la sua hit Romagna Capitale continua a sottolineare l’importanza delle radici, riaffermando l’identità culturale romagnola e italiana, ma intuisce anche l’importanza di aprirsi ad influenze moderne e globali per innovare ancora una volta e rendere contemporaneo il Liscio romagnolo. Nasce così a Riccione nel 1998 Balamondo, un festival ideato per celebrare la musica come linguaggio universale, un punto di incontro tra culture musicali dove la tradizione romagnola si contamina con generi come il jazz, il reggae, il pop, il country, il blues e le musiche etniche di tutto il mondo. Sigla di questo festival una canzone scritta a quattro mani con il Re del Mambo Tito Puente. Fra gli ospiti internazionali Gloria Gaynor che ha deliziato il pubblico con una versione magica di Romagna Mia.
Negli anni ’90 l’Italia vive i primi effetti della globalizzazione e l’omologazione culturale. Raoul Casadei con la sua hit Romagna Capitale continua a sottolineare l’importanza delle radici, riaffermando l’identità culturale romagnola e italiana, ma intuisce anche l’importanza di aprirsi ad influenze moderne e globali per innovare ancora una volta e rendere contemporaneo il Liscio romagnolo. Nasce così a Riccione nel 1998 Balamondo, un festival ideato per celebrare la musica come linguaggio universale, un punto di incontro tra culture musicali dove la tradizione romagnola si contamina con generi come il jazz, il reggae, il pop, il country, il blues e le musiche etniche di tutto il mondo. Sigla di questo festival una canzone scritta a quattro mani con il Re del Mambo Tito Puente. Fra gli ospiti internazionali Gloria Gaynor che ha deliziato il pubblico con una versione magica di Romagna Mia.

2004 — Mirko e Raoul Casadei. Foto Massimiliano Torri
Balamondo, ripreso dal figlio Mirko negli anni 2000, ha ospitato nel corso delle sue edizioni artisti internazionali del calibro di Blues Brothers, Earth Wind & Fire, Gipsy King, Max Gazzè, Bundabash, Goran Bregovich, Gotan Project, Richard Galliano, Dardust, Fabrizio Bosso.
Sono anche gli anni delle contaminazioni musicali di Raoul, prima fra tutte quella con Elio e le Storie Tese a Sanremo nel 1994, con il brano ’La Terra dei Cachi’.
Nel 2000 Raoul passa il testimone al figlio Mirko Casadei che rinnoverà il Liscio adattandolo ai gusti delle nuove generazioni senza tradirne l’essenza.
Balamondo, ripreso dal figlio Mirko negli anni 2000, ha ospitato nel corso delle sue edizioni artisti internazionali del calibro di Blues Brothers, Earth Wind & Fire, Gipsy King, Max Gazzè, Bundabash, Goran Bregovich, Gotan Project, Richard Galliano, Dardust, Fabrizio Bosso.
Sono anche gli anni delle contaminazioni musicali di Raoul, prima fra tutte quella con Elio e le Storie Tese a Sanremo nel 1994, con il brano ’La Terra dei Cachi’.
Nel 2000 Raoul passa il testimone al figlio Mirko Casadei che rinnoverà il Liscio adattandolo ai gusti delle nuove generazioni senza tradirne l’essenza.
Casadei nella cultura pop
Casadei nella cultura pop
Il nome Casadei è entrato a pieno titolo nella cultura pop italiana. Diversi artisti, tra cui Caparezza e gli Articolo 31, lo citano nelle loro canzoni, confermando l’influenza duratura del suo stile musicale, capace di attraversare generazioni e generi.
Il nome Casadei è entrato a pieno titolo nella cultura pop italiana. Diversi artisti, tra cui Caparezza e gli Articolo 31, lo citano nelle loro canzoni, confermando l’influenza duratura del suo stile musicale, capace di attraversare generazioni e generi.
La discografia di Raoul Casadei è un viaggio attraverso decenni di musica, innovazione e tradizione che ha fatto ballare generazioni di italiani. Raoul Casadei, con la sua musica, è stato testimone e protagonista dei cambiamenti sociali e culturali italiani, trasformando il Liscio in un simbolo di identità in un’Italia in continua evoluzione.
La discografia di Raoul Casadei è un viaggio attraverso decenni di musica, innovazione e tradizione che ha fatto ballare generazioni di italiani. Raoul Casadei, con la sua musica, è stato testimone e protagonista dei cambiamenti sociali e culturali italiani, trasformando il Liscio in un simbolo di identità in un’Italia in continua evoluzione.


























